Cosa fare a Genova 

Acquasanta in festa, tra i “Cristi”, il pesto campione del mondo e i tesori dei Savoia

Fino a lunedì 27 luglio il borgo celebra la festa patronale con processioni, gastronomia, teatro genovese e antiche tradizioni. Oggi la messa con l’arcivescovo Marco Tasca, poi la salita della Scala Santa

Acquasanta torna a riunirsi attorno al suo santuario per uno degli appuntamenti più radicati nella storia e nell’identità del borgo. Fino a lunedì 27 luglio fede, gastronomia, cultura popolare e momenti di spettacolo accompagneranno una festa che, da secoli, richiama confraternite, abitanti e visitatori.

Al centro delle celebrazioni restano le processioni delle Casacce, con i grandi “Cristi” portati a spalla dai “cristezzanti”. Un rito antico e particolarmente sentito, nel quale la devozione religiosa si intreccia con la tradizione ligure e con la vita della comunità.

Da quasi trent’anni i volontari del santuario contribuiscono ad ampliare il programma della festa, organizzando gli stand gastronomici e le iniziative di intrattenimento. Il menù di quest’anno propone anche il pesto preparato da Mattia Bassi, volontario del santuario e vincitore dell’ultima edizione del Campionato mondiale del pesto al mortaio.

Oggi, domenica 26 luglio, sarà servito anche lo stoccafisso, mentre lunedì 27 luglio tornerà la tradizionale buridda. Per tutta la durata della manifestazione saranno disponibili ravioli al ragù, focaccini farciti e carne alla brace.

Il momento religioso principale di oggi è previsto alle 17, con la messa solenne cantata celebrata dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca. Al termine partirà la processione con le confraternite e i “Cristi”, seguita dalla risalita dei trentatré gradini della Scala Santa, uno dei passaggi più suggestivi della festa.

Nel borgo sarà inoltre ricostruito un angolo dedicato all’Acquasanta del passato, ispirato a un’incisione di Antonio Pittaluga. La bancarella storica proporrà le tradizionali “reste” e i canestrelli. Negli anni scorsi questa iniziativa ha permesso di finanziare il restauro del calice donato al santuario da Maria Cristina di Savoia. La nuova raccolta sarà invece destinata al recupero del grande ostensorio d’oro utilizzato in occasione del matrimonio reale celebrato nel santuario tra Maria Cristina di Savoia e Ferdinando II, re delle Due Sicilie.

La sera tornerà anche il teatro, assente da diversi anni dal programma della festa, con una commedia in dialetto genovese rappresentata dalla Compagnia teatrale San Fruttuoso.

Per le celebrazioni di domenica sono state temporaneamente riportate ad Acquasanta quattro corone storiche e un calice appartenuti al santuario, oggi conservati nel Museo diocesano. Gli oggetti sono esposti insieme al calice e all’ostensorio legati a Maria Cristina di Savoia, grazie alla collaborazione della curatrice del museo Paola Martini e dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici.

La conclusione è prevista lunedì sera. Dopo la messa delle 20, celebrata da don Maurizio Gagliardini, partirà la processione con i flambeau lungo le vie del borgo, fino alla cappellina dell’apparizione. I partecipanti affronteranno quindi una seconda risalita della Scala Santa.

Le celebrazioni aprono anche il ciclo delle processioni al santuario, al quale prenderanno parte le confraternite di Sant’Antonio Abate di Mele, Sant’Eugenio di Crevari, Santa Maria Assunta di Pra’, Sant’Ambrogio di Voltri e Sant’Erasmo. Quest’ultima ricorderà i duecento anni della propria cassa processionale, opera del Garaventa.


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